Visione e DSA. L’importanza dei professionisti sanitari assistenti oftalmici

Visione e DSA. L’importanza dei professionisti sanitari assistenti oftalmici

Visione e DSA. L’importanza dei professionisti sanitari assistenti oftalmici 1688 1126 Ottica Osiride

Un po’ di sana informazione per continuare il nostro lavoro di prevenzione e sensibilizzazione riguardo ai fastidi e disturbi oculari, meglio ancora se a inizio anno scolastico

Quante volte vi sarà capitato di sentir pronunciare dagli insegnanti la fatidica frase “su* figli* è molto intelligente ma non si impegna abbastanza” oppure “è pigr*” … be’ le cose non stanno sempre così. Perciò con questo articolo impareremo cos’è la dislessia e come poter aiutare con le competenze dei professionisti sanitari assistenti oftalmici i più giovani che hanno disturbi dell’apprendimento.

Dislessia cos’è e che problemi comporta

La dislessia, è un disturbo del processo di lettura, fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) insieme alla disgrafia (difficoltà nell’atto grafico della scrittura), disortografia (difficoltà nell’ortografia delle parole) e discalculia (difficoltà nei compiti numerici).

In particolare la difficoltà di lettura si presenta sia in termini di velocità che di precisione, è come se il soggetto dislessico non riuscisse ad automatizzare il processo di lettura. Questo comporta un forte dispendio di energie e concentrazione tale da ridurre anche la comprensione del testo, essendo la lettura un compito molto complesso, che prevede la conversione del grafema al fonema.

significato di DSA

Dislessia e i sintomi dell’apparato visivo

La diagnosi di DSA può essere fatta intorno alla seconda elementare, e non prima, in quanto si presume che a questa età un bambino abbia avuto il tempo necessario per imparare a leggere.

Per la diagnosi devono essere soddisfatti alcuni criteri come quoziente intellettivo (QI) nella norma, ovvero non ci devono essere deficit cognitivi, assenza di deficit sensoriali (es. ipovisione) o neurologici e infine non devono essere riscontrati problemi di natura psicologica o ambientale.

I sintomi che interessano l’apparato visivo e che sono stati maggiormente riportati dai bambini dislessici sono:

  • difficoltà nel copiare dal lontano al vicino (lavagna-quaderno)
  • cefalea sopra gli occhi che si estende poi alla tempia e dietro l’occhio per poi scendere fino al collo
  • le lettere tendono a sdoppiarsi o a sfuocare
  • le lettere si muovono, ballano
  • confusione tra lettere speculari (b/d, p/q)
  • difficoltà nel mantenimento della direzionalità del testo
  • effetto crowding (affollamento) molto evidente in zona centrale
  • perdita del segno del testo, tendono a leggere aiutandosi con il dito
  • avvicinamento esasperato al foglio
  • occhi arrossati
  • mal di testa sopra gli occhi che tende a irradiarsi poi a livello frontale
  • ammiccamento molto frequente

testo redatto scritto da un bambino DSA con spiccato disturbo disortografico

Dislessia, un semplice test

Vi siete mai chiesti come un bambino con disturbi dell’apprendimento affronta una prova tipica delle elementari, come ad esempio il dettato? Proviamo a metterci nei suoi panni con un facile esperimento. Seguite passo passo:

1. munitevi di una penna e un foglio di carta

2. impugnate la penna con la mano che generalmente non utilizzate per scrivere 

3. fatevi dettare 

È stato piuttosto complicato, vero?! Pensate quanto lo sia per un soggetto DSA!

come vedono le persone DSA

Dislessia e disturbi della vista

L’esperimento ci ha fatto capire nel giro di poco quanto deve essere frustrante e poco piacevole tale condizione, consumando in anticipo concentrazione e stancando prima d’ogni altra cosa la vista. Proprio per questo la riabilitazione ortottica ha lo scopo di andare a ridurre la sintomatologia oculare e visiva aiutando i più piccoli a eseguire movimenti oculari in modo più agevole.

Lo scopo è quindi quello di ottimizzare l’attenzione e l’energia in modo tale da rendere il processo di lettura il più fluido possibile. Generalmente le prestazioni di un soggetto neurodiverso non saranno paragonabili a quelle di un soggetto che non lo è.

Questo non implica che non sia importante intraprendere un percorso riabilitativo: riuscire a ridurre e/o eliminare i sintomi visivi migliora notevolmente la qualità di vita del ragazz* che sarà spronato a impegnarsi maggiormente. L’ortottista è solo una delle figure con cui collaborerà, in quanto nell’equipe multidisciplinare troveremo anche lo psicologo, il neuropsicomotricista, il neurologo, l’oculista, il neuropsichiatra infantile, il logopedista, l’audiometrista.

È fondamentale che tutte queste figure collaborino tra di loro in modo da ottenere la migliore intesa con il bambin*.

Per rimanere informati riguardo prevenzione, fastidi e problemi dell’apparato visivo di grandi e piccini continuate a seguirci!

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